CASA RONSIL

UN VIGNETO MILLENARIO

Il Vigneron

Conosco Pierino Ronsil da quando da bambino, venivo a Chiomonte d’estate e vedevo la sua crota tornando da messa o si faceva una passeggiata fino alla centrale idroelettrica di Ramats . Ha sempre curato le vigne che si affacciano ai piedi del Rocciamelone, su terreni in forte pendenza e a terrazze, vigne che da sempre producono Avanà, un vitigno autoctono che di oltre 1000 anni tra Gravere e Chiomonte, un vino un po’ aspro e corposo e il vino del ghiaccio, che si raccoglie sui tralci ricoperti di neve e appassiti vengono torciaati a mano

La tradizione si rinnova e si ingentilisce

La cantina è proprietà della famiglia Ronsil da oltre 60 anni, la figlia di Pierino sposa un enologo della savoia, Frank Thoillet, che prendendosi cura dell’attività familiare ingentilisce il gusto asprigno dell’Avana mantenendone le caratteristiche. la cave si rinnova e acquistiuisiscono nuove botti e barrique in rovere che doneranno ad alcune etichette struttura e aromi olfattivi sorprendenti, creano etichette nuove e iniziano a vinificare l’Avana in modo diverso: in purezza; vini doc Valsusa, rossi rosati bianco la grappa di Avanà, passito e il famoso vino del ghiaccio e la sua grappa

le etichette più conosciute

L’Enfant Terrible 

L’Enfant Terrible Vino Rosso “Avanà”

Vino Rosso “Avanà”
L’Enfant Terrible è prodotto con il vitigno autoctono”Avanà” di 
Chiomonte e della Valle di Susa ; era soprannominato cosi dagli anziani, perché era molto difficile da coltivare ma sopratutto da vinificare.Vinificato in acciaio, fruttato on note caramellate
Mitico
Questo vitigno autoctono e raro della Val di Susa è stato coltivato da sempre a Chiomonte ; per altro , Chiomonte ( monte caldo , caput montis , Chaumount ) è stato il primo fornitore dell’impero Romano. Nella vigna che stata ripiantata quasi 17anni fà nella località “ la Bueissuno “ CASA RONSIL ha dedicato una parte delle sue uve alla produzione di un Avanà D.O.C che ha inevitabilmente chiamato  “MITICO”.

Camillo

un vino che ha ottenuto il grappolo d’oro 2009 e che viene elaborato in maggior parte con l’Avanà e il Becuet e un po di Dolcetto nella zona della “Voûte” a Chiomonte.Camillo è moderatamente tannico con delle note fruttate ed è un vino facile da abbinare. Barricato in rovere 12 mesi

San Bartolomeo

Vigneto di 95 anni, Questo vino è stato ricompensato con della menzione d’onore al concorso internazionale dei vini di montagna(CERVIM).Tannico di colore rubino è un vino di alte qualità aromatiche.Vincitore del”Grappolo d’oro 2012″ (Enoteca regionale dei Vini di Caluso) Barrique di rovere 12 mesi, fruttato con note di mandorla

Fortunato

Prodotto nella zona della “Rocce del bau” a Chiomonte.Nell’antica tradizione si sapeva che era “Fortunato” quello che possedeva la vigna alla “roccia del Bau…” Il suo colore porpora conferisce un nettare potente, tannico ,molto strutturato.barrique di rovere 12 mesi fruttato con note di ciliegie

Vino del Ghiaccio

Il vino del ghiaccio, un prodotto raro di eccellenza nato in condizioni estreme che soltanto il lavoro accanito e la passione dell’uomo possono creare sotto l’auspicio della Natura.Questo vino non era sconosciuto ai Romani della cui vendemmia dai grappoli ricoperti di ghiaccio riporta anche Marco Valerio Marziale poeta Latino ( 40 – 103 d.c ) ben lo sanno in Germania dove gli esperti alla fine del ’700 hanno ripreso quel tipo di vinificazione.Le aere tradizionali di produzione dello Ice wine sono: il Canada, l’ Austria, l’ Alsazia ( Francia ) , la Svizzera e la Slovenia, il Piemonte si è (allegato) unito ai suddetti più recentemente.
A seconda del disciplinare degli Ice wine internazionali, la vendemmia avviene intorno ai -5° di notte, al solito, o prestissimo la mattina prima che esca il sole che danneggerebbe la raccolta. Sia al momento della vendemmia, che della pigiatura le uve devono essere gelate. Le uve utilizzate devono provenire della stessa regione, non possono essere congelate artificialmente e non è permessa alcuna aggiunta di additivi al vino né all’uva .I grappoli durante l’inverno diventano la preda degli animali , ogni giorno bisogna andare a controllare nelle vigne le reti di protezione che vengono messe in autunno e dobbiamo cacciare gli uccelli che riescono, spinti dalla fame, ad introdurvisi.La produzione è di 150-200 bottiglie di 37, 5 cl una scarsa quantità ottenuta in condizioni estreme che ne fanno un prodotto di nicchia oneroso ma prezioso. barrique di rovere 12 mesi con note di frutta esotica e secca

La cantina produce anche vini Biianco Rosato e grappa di Avanà e del vino del ghiaccio

possibile acquistare online http://www.casaronsil.it

Antichi Vigneti di Cantalupo: la cultura magistra vitae: storia, passione, grandi vini

Conosco Alberto Arlunno da tempo, e di lui apprezzo la sua cultura classica, la capacità di trasferirla con eccellenza nei suoi prodotti e la sapiente maestria nel rendere il suo nebbiolo una delle migliori eccellenze piemontesi, è sempre affascinante conversare con Alberto, che sa trasmettere questa passione e conoscenza come solo pochi sanno fare.

Alberto Arlunno è nato a Ghemme nel maggio 1953. Dopo la maturità classica si è laureato in Scienze Agrarie all’Università degli Studi di Torino e ha successivamente conseguito la specializzazione in viticoltura ed enologia.

E’ appassionato di archeologia e di storia della vite e del vino, specie dell’area del Ghemme dove, da oltre due millenni si “respira” Nebbiolo. I suoi vini hanno perciò nomi latini.

L’azienda Antichi Vigneti di Cantalupo, di Alberto Arlunno, punta da anni a valorizzare al meglio il Nebbiolo, considerandolo un vitigno di eccellenza. Il Ghemme di Arlunno è ottenuto vinificando separatamente le uve coltivate nei vari vigneti.

Conoscere meglio il passato di queste terre  fa pensare che il medesimo suolo  sia anche quello che secoli fa camminavano i monaci di Cluny, che qui a Ghemme avevano portato parte delle loro conoscenze sulla viticoltura.

Il Ghemme, vino amato da Francesco Sforza, è legato a cerimoniali natalizi dell’Ottocento e del Quattrocento L’azienda Antichi Vigneti di Cantalupo, di Alberto Arlunno, punta da anni a valorizzare al meglio il Nebbiolo, considerandolo un vitigno di eccellenza. Il Ghemme di Arlunno è ottenuto vinificando separatamente le uve coltivate nei vari vigneti.

Le radici degli Arlunno sono molto ben radicate a Ghemme: almeno dal Cinquecento. Grazie alla strategia lungimirante del padre di Alberto furono acquistate due o tre colline, che sono considerate oggi tra le più vocate dell’intero panorama piemontese, il cru Braclema e Carella, che essendo un po’ lontani dal centro abitato erano stati i primi ad essere abbandonati. Ora la cantina Antichi Vigneti di Cantalupo (www.cantalupo.net) può contare su trentacinque ettari vitati, un patrimonio importante, che Alberto,  mantiene in ordine come si trattasse di un vero e proprio giardino. Si utilizza quasi esclusivamente rovere di Slavonia, fatta eccezione per il Ghemme Signore di Bayard, affinato in legni francesi.

la sua preparazione scientifica fa davvero la differenza quando si  parla di varietà dei suoli e di differenze tra le due celebri Docg del nord Piemonte: Ghemme e Gattinara:  quando il continente africano si scontrò con quello europeo, circa 300 milioni di anni fa, si innalzarono le Alpi e proprio vicino al borgo di Balmuccia (a pochi chilometri da Ghemme) passa la linea insubrica, dove i due continenti si sono incontrati. Qui si sono mischiati i suoli africani con quelli europei. Poi in seguito alle glaciazioni e grazie al Monte Rosa parte del terreno è sceso a valle. Così nascono le colline di Ghemme, formate da miliardi di ciottoli levigati e ricchissimi di minerali di origine africana ed europea.  Mentre nel caso di Gattinara la formazione del suolo è vulcanica. Nascono così due vini differenti: il Ghemme è più elegante con  caratteristiche che potremmo definire borgognone, mentre il Gattinara è un rosso austero e possente»: in uno critto di Camillo Benso Conte di Cavour che risale al 1845 cita: “Cotesto vino possiede in alto grado quello che fa il pregio dei vini di Francia e manca generalmente ai nostrani: il bouquet, somiglia al bouquet del Borgogna il quale per certe varietà prelibate come il Clos di Vougeot ed il Romanet gode la primizia su tutti i vini di Francia. Or dunque rimane provato che le colline del Novarese possono gareggiare coi colli della Borgogna; e che a trionfare nella lotta è solo necessario proprietari che diligentino la fabbricazione dei vini, e ricchi ed eleganti ghiottoni che ne stabiliscano la riputazione. Vorrei sinceramente poter cooperare a questa crociata enologica.

Alberto, produce grandi vini rossi eleganti, ma anche rosé ottenuti dalla fermentazione delle uve nebbiolo per poche ore come il Mimo, che oggi è conosciuto anche oltreoceano.

La  il cuore pulsante dell’azienda, è la suggestiva cantina completamente interrata. Un teatro di invecchiamento che si estende su 1.200 metri quadrati. Un’area che segue, con i suoi gradoni, l’andamento ascendente della collina sovrastante e consente l’imponente visione delle botti di affinamento.

Sotto il primo gradone giace l’infernotto, luogo buio, di profonda quiete con uno stretto corridoio su cui si affacciano le celle che ospitano per qualche anno il riposo in bottiglia dei Ghemme.

Una degustazione nella sua pregiata cantina scavata nella collina vale una gita

Antichi Vigneti di Cantalupo di Alberto Arlunno & C. s.s. Via M. Buonarroti, 5, 28074 Ghemme NO,
Telefono: +39 0163 840041  www.cantalupo.net

 

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